Le morti improvvise degli ultimi tempi hanno in comune tutte un danno alla ghiandola pineale

Fonte https://www.laveritarendeliberi.it/

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© by Filippo

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Valerio Petterle è un medico specializzato in urologia, medicina legale e criminologia clinica, in servizio presso l’Ulss 2 della Regione Veneto, che da 7 anni, certifica decessi in abitazioni private e Rsa di circa 25 Comuni della provincia di Treviso. Il Dr. Petterle è l’ufficiale di polizia mortuaria incaricato di certificare il decesso di una persona, che sia per un incidente stradale, un annegamento o una morte violenta o, negli ultimi tempi, soprattutto per morti improvvise. Il suo lavoro consiste anche nel verificare la correttezza della diagnosi. Ebbene, intervistato da “La Verità” snocciola numeri e dubbi su quanto sta accadendo da qualche tempo a questa parte. Per esempio, non accetta che si scriva “arresto cardiaco”, che presuppone una ripresa: “Se una persona è deceduta, è morte cardiaca”.

1. Cosa hanno in comune le morti improvvise degli ultimi tempi?

Il Dr. Petterle confessa che ultimamente compie in media dai 10 ai 20 accertamenti nell’arco delle 24 ore che sono numeri alti rispetto al passato. Il medico rivela, inoltre, che si applicano ancora le linee guida dell’ex ministro della Salute Roberto Speranza: “Ancora oggi, quando arriva il 118 e il medico si trova davanti una persona in fin di vita o già morta, assieme alla constatazione del decesso fa eseguire il tampone. Il risultato del test, continua a comparire nella diagnosi di morte”.

Insomma, siamo ormai alla follia estrema che consiste nel fare tamponi ai defunti. Non so se ci rendiamo conto. Per cui se il deceduto risulta positivo, in base a una circolare interna dell’Azienda sanitaria, viene trattato come morto per Covid. Ma la parte più importante e impressionante dell’intervista arriva quando il Dr. Petterle rivela le tipologie di morti che vede da qualche tempo a questa parte:

“In persone sane, sportive, di mezza età e senza patologie cliniche, negli ultimi cinque mesi la metà dei decessi è per Sads, la sindrome della morte improvvisa dell’adulto. Anche ieri, due uomini di 54 e 55 anni se ne sono andati così, all’improvviso, nelle loro abitazioni. Erano in salute”.

Per loro il medico ha richiesto l’autopsia, anche alla luce di alcuni studi che ora correlano le morti improvvise alla vaccinazione anti Covid. Finora le autopsie, stando all’esperienza diretta del Dr. Petterle, hanno dimostrato:

“infarto del miocardio molto frequente e la quasi “scomparsa” della ghiandola pineale (ai margini del terzo ventricolo – una cavità del cervello che contiene liquido cerebrospinale -, rilascia ormoni nell’organismo attraverso il sistema circolatorio, ndr). Un’atrofia riscontrata dagli anatomopatologi, sulla quale bisognerebbe indagare. Può essere conseguenza di scarsa produzione di ormoni e segnale di un deterioramento del sistema immunitario”.

Attenzione perché all’interessante intervista del Dr. Petterle si aggiunge quella che, secondo me, è la notizia scoop. Il medico, che ricordiamo è ufficiale di polizia mortuaria, ci sta dicendo che per quanto riguarda le morti improvvise è stato riscontrato che oltre all’infarto del miocardio, tutti hanno qualcos’altro in comune, ossia la quasi “scomparsa” della ghiandola pineale il che è indice di un deterioramento del sistema immunitario. La domanda sorge spontanea: Perché tutte queste morti improvvise e perché hanno tutte quante hanno questa “strana” caratteristica in cui la ghiandola pineale è praticamente distrutta?

2. La ghiandola pineale

L’epifisi, chiamata anche “ghiandola pineale”, è la ghiandola endocrina situata sul mesencefalo, e la sua dimensione è inversamente proporzionale alla sua importanza con dei ruoli ben precisi come:

  • Regolazione dei ritmi circadiani (giorno/notte),
  • Secerne melatonina,
  • La mancanza di melatonina può avere effetti negativi sullo sviluppo di ovaie, testicoli e ciclo mestruale,
  • Influenza il metabolismo osseo,
  • Senso dell’orientamento.

Non solo, ma oltre a questa funzione per così dire biologica, secondo molti ve ne sarebbe anche un’altra di natura, come dire, “spirituale”, come se a livello cerebrale coesistessero due sistemi neurochimici fondamentali, polari e complementari fra di loro.

  • Il primo chiamato “Sistema Oppioide”, connesso alla vita inconscia, appunto all’ipofisi o ghiandola pituitaria situata al centro del cervello. Questo sistema è attivo in condizioni di stress, dolore, ansia, irritabilità e induce immunosoppressione o stato di malattia. È mediato da catecolamine, steroidi surrenalici e oppioidi, endorfine e dinorfine.
  • Il secondo chiamato “Sistema Cannabinoide”, ed è connesso alla vita cosciente e supercosciente, dando la possibilità all’uomo di percepire il mondo spirituale. Esso è in rapporto con la ghiandola pineale o epifisi, situata nell’encefalo pur non facendo parte di esso ed è coinvolto nell’induzione della percezione del piacere e della gioia. Non è, quindi, la produzione di endorfine a rendere possibile la percezione del piacere e ad esaltare l’immunità, bensì la produzione dei cannabinoidi e degli indoli pinealici.

La conoscenza della ghiandola pineale e l’associazione con il cosiddetto “terzo occhio” (che consentirebbe di vedere oltre) risale a tempi molto antichi e possiamo trovarne rappresentazione in varie culture nel corso della storia umana. Era già indicata nel passato come sede dell’anima da Galeno e Cartesio, a rappresentare il punto di unione fra questi due tipi di regolazione. Insomma, per alcuni la ghiandola pineale sarebbe quella parte più profonda dell’intimo umano. D’altronde, la formazione dell’essere umano è descritta nella Bibbia come un vero e proprio miracolo, sin dal primo secondo del concepimento, sin dall’attimo in cui inizia l’ovulazione nel grembo materno. Davide, l’antico re d’Israele si rivolgeva a Dio in questo modo:

Sei tu che hai formato le mie reni,
che mi hai intessuto nel seno di mia madre.
Io ti celebrerò, perché sono stato fatto in modo stupendo.
Meravigliose sono le tue opere,
e l’anima mia lo sa molto bene.
Le mie ossa non ti erano nascoste,
quando fui formato in segreto
e intessuto nelle profondità della terra (Salmo 139:13-15)

 

3. Cosa dice la Bibbia?

 

Solitamente i sistemi religiosi che si rifanno alla Bibbia, ebrei, cattolici o protestanti, ingabbiati nelle proprie dottrine e nelle proprie pratiche dogmatiche e dogmatizzanti costituiscono, de facto, la loro stessa prigione e per questo non riescono ad andare oltre. Sono queste limitazioni che impediscono di attenersi davvero alla Bibbia che pure essi citano continuamente. Il motivo è che essa viene letta con le lenti che hanno fornito loro le impalcature dottrinali della denominazione di cui fanno parte. Sono questi apparati dottrinali che costituiscono delle vere e proprie fortezze di cui parla la Bibbia stessa (2Corinzi 10:4, 5). Rivolgendoci, invece, esclusivamente alla Bibbia, così com’è e senza artifici umani, mi domando sinceramente se non sia proprio questa ghiandola pineale quella parte del nostro essere che qualcuno ha voluto chiamare “sé superiore” e che invece la Bibbia definisce: “UOMO INTERIORE” (Efesini 3:16) ossia quella parte del nostro essere in cui dimora Dio e che ci consente di avere comunione con Lui. Allargando l’orizzonte, secondo me è proprio qui che interviene Dio per guarire, alleviare dolori, parlare in sogno, ecc., ecc.  La questione, che è da tempo oggetto di miei studi, è comunque complessa e non è possibile affrontarla qui e adesso. Posso, però, provare a sintetizzarla in pochi punti.

 

A. La parte più intima e profonda dell’essere umano che l’uomo stesso non è in grado di conoscere completamente (inconscio e subconscio)

Infatti chi, tra gli uomini, conosce le cose dell’uomo se non lo spirito dell’uomo che è in lui? Così nessuno conosce le cose di Dio se non lo Spirito di Dio (1Corinzi 2:11).

 

B. Quella parte dell’uomo che dopo il ravvedimento, la conversione e la nuova nascita viene “vivificata” perché prima essendo “morta” era insensibile

Dio ha vivificato anche voi, voi che eravate morti nelle vostre colpe e nei vostri peccati (Efesini 2:1; cfr. Giovanni 3:3-5; 2Corinzi 5:17).

 

C. Quella parte dell’uomo che una volta “risuscitata” a nuova vita diventa la “sede” dove viene ad abitare Cristo

Faccia sì che Cristo abiti per mezzo della fede nei vostri cuori, perché, radicati e fondati nell’amore (Efesini 3:17; cfr. Romani 8:9, 10; Giovanni 14:23).

 

D. Quella parte del credente rigenerato che gli consente di adorare Dio in “spirito e verità” (Giovanni 4:24) e quindi di entrare in contatto con Dio e avere comunione con Lui

Attraverso queste ci sono state elargite le sue preziose e grandissime promesse perché per mezzo di esse voi diventaste partecipi della natura divina, dopo essere sfuggiti alla corruzione che è nel mondo a causa della concupiscenza (2Pietro 1:4).

 

E. Quella parte del credente salvato e rigenerato che pur essendo divenuta una “nuova creatura” (2Corinzi 5:17) deve tuttavia rinnovarsi del continuo

Avete imparato, per quanto concerne la vostra condotta di prima, a spogliarvi del vecchio uomo che si corrompe seguendo le passioni ingannatrici; ad essere invece rinnovati nello spirito della vostra mente (Efesini 4;22, 23; cfr. Romani 12:2)

 

Conclusione

 

Insomma, è forse questa la ragione per cui in tanti hanno notato un’alterazione della personalità in tante persone che sono state “vaccinate”? È forse questo uno degli scopi di questi “vaccini” a mRNA, ossia quello di alterare non solo il DNA ma pure la coscienza umana trasformando le persone in automi così da indurle a credere alle cose più assurde?

Queste non sono domande retoriche. Sinceramente non ho le risposte e le domande le rilancio come punto di partenza su cui instaurare un dialogo e un confronto.

 

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